mercoledì 15 agosto 2018

Lago Upi


15 agosto 2018 - 1379
Lago Upi
(Upiaseen - Auf den Lacken)

Un affascinante verde laghetto alpino collocato al centro di un anfiteatro dominato da alte cime scure.

L'utilizzo delle fotografie e del testo è soggetto a COPYRIGHT (C)
tuttavia non ho difficoltà ad autorizzarne la pubblicazione ed eventualmente
anche a fornire file fotografici con maggior definizione. Scrivetemi: mfgardini@tiscali.it

Zona: Val Mazia
Gruppo: Alpi Venoste di Levante - Monti fra Vallelunga, Val Planol, Val Mazia
Mappe: TABACCO: 043 - KOMPASS: Digital Map Alpi -
Dislivello metri: 910 / Tempi ore: 4:30 / Distanza Km: 10,5 / Valutazione: EE
Itinerario:  Glieshof (1820), Upialm (2225), sent. 9A, sella del Wilderersteig (2630), Lago Upia (2552), dosso sopra il lago (2588), sent. 9, forra (2349), Upialm (2225), Glieshof (1820).

Da Tarces in Val Venosta risaliamo la Val Mazia per 14 km giungendo ai posteggi attigui all'Almhotel Glieshof (Foto 1).
Siamo a quota 1820 e sul fianco dell'albergo prendiamo la ripida carrareccia con segnavia 9 che risalendo la val Upi raggiunge prima una croce del tempo e poi la malga Upi/Upialm al centro di ampi pascoli (Foto 2).
La segnaletica per il Lago Opi indica di continuare sul sentiero 9 ma noi vorremmo compiere un'escursione circolare utilizzando il percorso del "Wilderersteig". Nessuna tabella indica però dove inizia questo sentiero e solo dopo qualche ricerca ne individuiamo la traccia oltre il torrentello che passa accanto alla malga. Il sentiero con doppia numerazione 9A e 23 sale molto ripido e a tornanti in direzione ovest. Prendendo quota dominiamo la malga al centro dei prati mentre a nord ci appare la cima innevata della Palla Bianca (Foto 3).
A m 2630 raggiungiamo una sella e la biforcazione del sentiero: il 23 che prosegue la ripida salita verso la Punta di Allitz/Litzer Spitz e il 9 che scende su un pendio erboso in direzione sudest. In lontananza sotto il Monte Alto/Hochalt si scorge anche il Lago Upi (Foto 4).
Al termine dei prati il sentiero, che qui richiede una certa cautela perchè un po' esposto, continua in saliscendi sotto i roccioni "Blauer Knott" calando fino a quota 2500. Con una breve risalita, passando davanti a un masso che indica che ci troviamo sul Wilderersteig, arriviamo al Lago Upi. Lungo il percorso da noi utilizzato non abbiamo trovato gente, ma intorno al lago gli escursioni qui giunti utilizzando evidentemente il sentiero 9, sono numerosi. Per la nostra sosta puntiamo allora alla tondeggiante sommità che sovrasta il lago e da cui passa il sentiero che sale all'Upiakopf. Il Lago Upi dal colore verde cangiante si trova al centro di un anfiteatro circondato da una serie di cime tutte superiori ai 3000 metri, ha un piccolo immissario mentre lo sbocco è sotterraneo (Foto 5).
Dopo la sosta facciamo il giro del lago per imboccare poi il sentiero 9 che cala dolcemente verso nord. Giunti a quota 2403 scendiamo in una piccola forra dove scorre il rio (Foto 6)
e con un ultimo tratto quasi pianeggiante giungiamo di nuovo alla Upialm. Pochi metri prima della malga c'è un ponticello segnalato da un palo rosso-bianco: è l'inizio del sentiero 9A-23, quello che al mattino avevamo fatto fatica a individuare. La stessa carrareccia utilizzata nella salita ci riporta al Glieshof.

domenica 12 agosto 2018

Laghi del Covolo (Kofelrastseen)


12 agosto 2018 - 1378
Laghi del Covolo
(Kofelrastseen)

Salendo dalla Val Venosta e toccando alcune caratteristiche malghe raggiungiamo i due laghetti alpini collocati al culmine dello spartiacque con la Val d'Ultimo.

L'utilizzo delle fotografie e del testo è soggetto a COPYRIGHT (C)
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Zona: Val Venosta
Gruppo: Ortles-Cevedale
Mappe: TABACCO: 042 - KOMPASS: Digital Map Alpi -
Dislivello metri: 1000 / Tempi ore: 5.15 / Distanza Km: 11,4 / Valutazione: E
Itinerario:  Freiberger Säge (1475), Latschiniger Alm (1935), bivio 3/9 (2400), Lago del Covolo Superiore (2435), Lago del Covolo Inferiore (2400), bivio 3/9 (2400), Obermarzoner Alm (2101), Marzoner Alm (1595), Freiberger Säge (1475).

Da Castelbello, prendiamo la stretta strada asfaltata che passa da Lacinigo/Latschinig e Montefranco/Freiberg proseguendo poi sterrata fino ai posteggi Freiberger Säge; in tutto km 8,5 per portarci a quota 1480.
Lasciata la macchina continuiamo sulla carrareccia per pochi metri per prendere poi sulla destra il sentiero 3 per la Lantschiniger Alm (Foto 1) che raggiungiamo dopo un’ora di ripida salita nel bosco.
Usciti dalla vegetazione, continuiamo sempre con salita ripida verso la cresta. A tratti su maroccara, a tratti su ghiaione, raggiungiamo a quota 2400 il bivio col sentiero 9 e poco più in quota il Passo Romici/Rontscher Joch. Dal valico, che segna lo spartiacque fra la Val Venosta e la Val d'Ultimo, caliamo arrivando in vista del Lago del Covolo Superiore (Foto 2).
Continuando sul sentiero 3 che fiancheggia il lato occidentale del lago caliamo di qualche decina di metri per poi riprendere quota e giungere al Lago del Covolo Inferiore (Foto 3).
Un vento freddo soffia da sud e il cielo si sta scurendo per cui decidiamo di risalire al Rontscher Joch e sostare sottovento sul versante settentrionale, quello che guarda verso la Val Venosta. Ripreso il cammino prendiamo il sentiero 9 indicato per Tschars. Dopo un primo tratto in ripida discesa il sentiero spiana nei pressi della Pozza Nera/Schwarze Lacke e giunge a m 2101 alla Obermarzoner Alm (Foto 4).
Continuando giungiamo agli ampi pascoli con casetta di Leger (Foto 5)




e poco dopo a un tabellone che parla del Pfoffagonder Tuifl, leggenda molto diffusa in questi luoghi (Foto 6)
 La leggenda del “Pfoffagonder”, parla dello spirito di un prete posseduto dal diavolo, che si aggirava di notte nei pressi dei campi e sulle montagne attorno agli abitati di Castelbello e Ciardes.
Si narra che una volta una donna cadde nelle sue mani durante la notte. L'afferrò con i suoi artigli e la portò via. La seppellì viva in un grande mucchio di pietre accanto alla Obermarzoneralm. Il terreno chiamato Pfoffagond, dopo questo misfatto diede il nome Pfoffagonder a questa figura.
Ancora: una pastorella che stava portando le mucche a casa fu trascinata nei pressi di una grande pietra collocata sotto una radice d'albero. Lì trascorse la notte in una terribile angoscia, ma rimase viva e riuscì a liberarsi stupendo i paesani quando la videro tornare a casa dopo quella notte con i capelli sbiancati.
A partire da ottobre nei due paesi si iniziano a creare maschere e costumi satanici, che poi il 17 novembre vengono portati in corteo a Ciardes e il giorno successivo a Castelbello. Il 1° dicembre poi è la data del grande corteo “Pfoffagonder” con vendita di oggetti “diavoleschi”.

A quota 1870 lasciamo il 9 per prendere sulla sinistra il sentiero 9A che ripido e nel bosco cala all'accogliente Marzoner Alm (Foto 7).
Sosta per una birra e quindi rientro al posteggio utilizzando la comoda strada forestale.

giovedì 9 agosto 2018

Sottosassa - Predazzo


9 agosto 2018 - 1377
Sottosassa - Predazzo

Passeggiata di bassa quota lungo la fresca valle del Torrente Travignolo.

L'utilizzo delle fotografie e del testo è soggetto a COPYRIGHT (C)
tuttavia non ho difficoltà ad autorizzarne la pubblicazione ed eventualmente
anche a fornire file fotografici con maggior definizione. Scrivetemi: mfgardini@tiscali.it

Zona: Val di Fiemme
Gruppo: Lagorai
Mappe: TABACCO: 014 - KOMPASS: Digital Map Alpi -
Dislivello metri: 470 / Tempi ore: 3.45 / Distanza Km: 11,1 / Valutazione: T
Itinerario:  Camping Valleverde (1070), Ponte Sospeso (1220), Torretta (1410), Camping Bellamonte (1365), Hotel Zaluna (1200), Camping Valleverde (1070).

Da Predazzo prendiamo la statale per il Passo Rolle abbandonandola poco fuori dell'abitato per raggiungere il Camping Valleverde e qui posteggiare.
Seguiamo in piano la carrareccia indicata per Paneveggio e Lago di Cece fino a un bivio: a destra per Paneveggio e a sinistra il sentiero 660 per Sottosassa che ora seguiamo. Giunti a m 1130 scavalchiamo la forra del rio Travignolo su un antico ponte in pietra (Foto 1)
portandoci sulla sua sponda destra. Camminiamo su una comoda carrareccia che ora corre sotto alte pareti rocciose. La loro verticalità ne fa un luogo ideale per una palestra di roccia, infatti lungo il percorso troviamo numerosi scalatori che si esercitano (Foto 2).
Terminato il tratto pianeggiante la strada fin qui bianca diventa lastricata e in ripida salita, passa davanti a un tabellone illustrante le passeggiate di Bellamonte e raggiunge a quota 1270 il bivio col sentiero 342A. Continuano anche le indicazioni per Ponte Sospeso e infatti dopo pochi metri lo scorgiamo in basso sulla nostra destra (Foto 3). 
Il ponte sospeso sul torrente Travignolo è lungo 40 metri e si trova a 25 metri dal letto del rio. È l'attrazione turistica del luogo e anche noi lo percorriamo avanti e indietro, oscilla ed è per questo che viene sconsigliato a chi soffre di vertigini.
Dopo la breve digressione torniamo sul sentiero 342A, superiamo i prati della Scofa al cui centro si trova una bella villetta (Foto 4)
e raggiungiamo a quota 1410 la statale e alcuni alberghi. Preso sul fianco dell'Hotel Sole il sentiero per Dossi Alti con continui sali scendi nel bosco seguiamo il "percorso vita". Ci troviamo in quota sulla sponda destra del Travignolo di cui si sente il forte rumore delle acque. Il sentiero ci porta al grande Camping Bellamonte (Foto 5),
lo attraversa correndo fra le tende e le roulotte e rientrato nel bosco cala fino ai m 1275 di una piccola cascata. Dopo una curva secca sulla sinistra raggiungiamo la statale e con questa l'Hotel Zaluna. Subito dopo l'albergo prendiamo sulla sinistra la stradina asfaltata che scende nel fondovalle. Sorpassato a m 1130 il bivio per Sottosassa la strada continua e ci riporta al posteggio Valleverde.