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mercoledì 19 ottobre 2022

Torbiere del Sebino

 

19 Ottobre 2022 - 1680

Torbiere del Sebino

La Riserva Naturale “Torbiere del Sebino” è una Riserva della Regione Lombardia situata sulla sponda meridionale del Lago di Iseo ed è la zona umida più significativa per estensione ed importanza ecologica della provincia di Brescia.

 

L'utilizzo delle fotografie e del testo è soggetto a COPYRIGHT (C)

tuttavia, non ho difficoltà ad autorizzarne la pubblicazione ed eventualmente

anche a fornire file fotografici con maggior definizione. Scrivetemi: mfgardini@tiscali.it

 

Zona: Lago d’Iseo

Gruppo: Prealpi Bresciane

Mappe: 4LAND: 252, Lago d’Iseo

Dislivello metri: 30            Tempi ore: 3:20 

Distanza Km: 10,2             Valutazione: T

Itinerario: Posteggio Provaglio- Monastero S.Pietro in Lamosa, percorso sud, bivio percorso centrale e inizio percorso nord, deviazione torretta osservazione, centro accoglienza, deviazione sul percorso centrale, percorso sud, Posteggio Provaglio- Monastero S.Pietro in Lamosa.

 

Raggiungiamo a Provaglio d’Iseo l’ampio parcheggio che si trova in prossimità del Monastero di San Pietro e qui dopo aver pagato alle apposite macchinette un euro previsto per la visita dell’intera Riserva iniziamo la visita seguendo le indicazioni “Percorso Nord”.


Dopo aver costeggiato la prima “Lama”, così viene chiamato lo specchio d’acqua profilato da argini, risultato dall’escavazione di un giacimento torboso, raggiungiamo una cascina con alcuni murales. Ci inoltriamo quindi utilizzando anche passerelle fra gli specchi d’acqua al cui centro sono numerose le isolette ricche di vegetazione lacustre (Foto 1).


Dopo circa un’ora di lento cammino e tante soste fotografiche, raggiungiamo l’incrocio dei percorsi: percorso sud, da cui veniamo, a destra per fare il percorso centrale e proseguendo il percorso nord. Visto che le guide danno l’intero percorso di circa 13 km per una durata di ore 3:15 abbiamo tutto il tempo per compiere l’intero periplo e decidiamo quindi di proseguire per il percorso nord. Scopriamo ben presto che questa decisione non è la migliore perché poco più avanti il sentiero affianca la trafficata strada statale e le “Lame” che costeggiamo non hanno lo stesso fascino di quelle del percorso sud. In questo tratto troviamo anche parecchie piazzole per la pesca anche se di pescatori ne troviamo solo uno, probabilmente perché secondo le informazioni che troviamo sui tabelloni, in questa stagione l’unica pesca autorizzata è quella dell’anguilla sempre che sia superiore ai 50 cm ! (Foto 2)


Avendo trovato lungo il percorso un paio di conigli selvatici ma soprattutto qualche airone e altri uccelli (Foto 3)


al cartello che indica “torretta d'osservazione” deviamo sulla destra per raggiungere la postazione. Troviamo la torretta ma manca no gli animali da osservare, forse bisognerebbe essere qui all’alba o al tramonto non certo a mezzogiorno (Foto 4).



Riguadagnato il sentiero principale raggiungiamo e fiancheggiamo l’edificio del centro accoglienza visitatori e proseguendo l’incrocio orientale dei tre percorsi: nord, sud, centrale. Quello che ci manca è il centrale, vale a dire quello che sembra sospeso sull’acqua. Non è come i precedenti un sentiero ma è una lunga serie di passerelle che uniscono piccoli isolotti centrali della grande ex torbiera (Foto 5-6).


È questo il punto più bello del percorso, ne facciamo un buon tratto senza raggiungere la sponda opposta e quindi rientriamo al bivio soffermandoci più volte a scattare fotografie. Il completamento del percorso sud avviene su un percorso che si inoltra nel bosco e che costeggia alti muraglioni compreso quello finale sottostante il Monastero di San Pietro in Lamosa (Foto 7). Siamo arrivati all’ora giusta di apertura e possiamo visitarne anche l’interno.

 

Monastero di San Pietro in Lamosa: fondato su un rialzo roccioso che domina le Torbiere, e legata anche nel nome (Lamosa) alla natura paludosa dei luoghi, San Pietro è la più antica e l’unica ancora riconoscibile delle fondazioni cluniacensi del Sebino.

All’interno della chiesa si trovano pitture antiche risalenti al XIV secolo e altre più moderne fino alai primi due decenni del XVI secolo; molti di questi conservano anche l’iscrizione dedicatoria del casato che li ha voluti.

lunedì 17 ottobre 2022

Corna Trentapassi

 

17 Ottobre 2022 - 1679

Corna Trentapassi

 

Guardando la mappa della sponda bresciana del Lago d’Iseo si scorge che la montagna più vicina al lago è “Corna Trentapassi”, non particolarmente alta, solo m 1248, ma in una posizione che dovrebbe offrirci un panorama particolare sul lago.

 

L'utilizzo delle fotografie e del testo è soggetto a COPYRIGHT (C)

tuttavia, non ho difficoltà ad autorizzarne la pubblicazione ed eventualmente

anche a fornire file fotografici con maggior definizione. Scrivetemi: mfgardini@tiscali.it

 

Zona: Lago d’Iseo

Gruppo: Prealpi Bresciane

Mappe: 4LAND: 252, Lago d’Iseo

Dislivello metri: 660         Tempi ore: 3:30 

Distanza Km: 7,1               Valutazione: EE

Itinerario: Sant’Antonio di Zone (700), bivio 229A (740), sent. 229 (1020), Dosso Tondo (1071), bivio 265-205-229 (1045), Corna Trentapassi (1244), Sant’Antonio (700).

 

In macchina, da Sale Marasino, sul Lago Sebino o d’Iseo saliamo a Zone o meglio alla località Cusato S.Antonio e qui posteggiamo in prossimità della chiesa.


Partendo da quota 700, inizialmente seguiamo i segnavia 229 e 229A che, giunti a m 740, si sdoppiano. Due tabelle indicano di prendere a sinistra il 229 per Monte Vignole e Trentapassi ma la stessa destinazione la dà il cartello di destra con segnavia 229A. Consultando la mappa vediamo che il 229 fa un ampio giro passando da Monte Vignole mentre il 229A punta direttamente al Corna Trentapassi e inoltre avendo letto che per salire al Monte Vignole da sud bisogna “percorrere la cresta del monte, che costituisce la parte più impegnativa, ma allo stesso tempo più scenografica dell'itinerario e che potrebbe essere necessario utilizzare le mani per aggrapparsi alle rocce” decidiamo di prendere il 229A. Continuando nel bosco, il sentiero con qualche tratto ripido va a riprendere il 229 a quota 1020. Ora le tabelle indicano Trentapassi a destra e Vignole a sinistra. Presa questa direzione raggiungiamo a 1071 la cima del Dosso Tondo da cui è ben visibile, a nord, la salita che dovremo fare per il Trentapassi (Foto 1).


Rinunciando al Vignole, torniamo sui nostri passi e tornati al bivio col 229A prendiamo la direzione di Trentapassi. Un percorso in cresta con vari sali scendi e con alcuni passaggi su roccette leggermente esposti (Foto 2)


raggiungiamo a m 1045 le tabelle che indicano i sentieri 265 e 229 ma anche il 205 che salendo ripido zigzagando su sfasciumi raggiunge a m1192 la croce sull’anticima est (Foto 3)


e a m 1244 la seconda cima del Corna Trentapassi anch’essa con croce (Foto 4).



In realtà di vette ben visibili ve ne sono tre e da questa particolarità nasce il nome di questo monte. Trentapassi costituisce uno dei tanti casi di mala italianizzazione dei toponimi locali, infatti il nome bresciano per il Trentapassi è Trè Tapàs che significa tre spuntoni, denominazione che trova immediato riscontro nell'aspetto del monte, mentre non vi è traccia alcuna dei 30 passi. Purtroppo, anche da questa cima che dovrebbe essere altamente panoramica, la visibilità, causa la foschia che sale dal lago, è assai scarsa, scorgiamo appena la punta settentrionale del Lago d’Iseo con Lovere e Pisogne (Foto 5).

Sullo stesso percorso della salita ritorniamo al bivio di quota 1045 e proseguendo ora sul 229 in direzione Cusato prima con sentiero nel bosco e alla fine con carrareccia rientriamo al posteggio.


Alla fine dell’escursione passando da Zone ci fermiamo a visitare le piramidi di terra di Zone, fenomeno geologico molto simile alle piramidi dell’Alto Adige di Renon e Terento (Foto 6).