domenica 19 luglio 2026

Valcroce – Rossalm

 

19 luglio 2026 - 1910

Valcroce – Rossalm

(kreuztal – Rossalm)

 

Tempo minaccioso e condizioni fisiche non eccellenti mi inducono a scegliere un’escursione facile e a utilizzare una cabinovia per salire in quota e raggiungere la località Valcroce / Kreuztal punto nevralgico della Plose

 

L'utilizzo delle fotografie e del testo è soggetto a COPYRIGHT (C)

tuttavia, non ho difficoltà ad autorizzarne la pubblicazione ed eventualmente

anche a fornire file fotografici con maggior definizione. Scrivetemi: mfgardini@gmail.com

 

Zona: Val d’Isarco

Gruppo: Plose -Putia

Mappe: 4LAND: 182 - TABACCO: 030

Dislivello metri: 190         Tempi ore: 2:00 

Distanza Km: 6,0               Valutazione: T

Itinerario: Valcroce (2034), sentiero 14, Rossalm (2184), sentiero 17, Valcroce (2034)

 

In macchina ci portiamo sopra Bressanone raggiungendo il borgo di Sant’Andrea, località da cui parte la moderna cabinovia per la Plose.


Con l’impianto arriviamo a m 2034 in località Valcroce / Kreuztal, punto base di partenza in inverno del bacino sciistico e punto di partenza in estate per numerosi sentieri e anche della pista per go-kart che in nove chilometri riporta a valle. Sul piazzale antistante la stazione d’arrivo della cabinovia si trova un ristorante, attività commerciali, giochi per bambini e la ruota del “Plose Looping”. Una struttura alta 7 metri piuttosto singolare nel panorama altoatesino: è stata pensata proprio per offrire un briciolo di adrenalina a impatto visivo zero, sfruttando la spinta inerziale per compiere un giro completo in bicicletta (fissati in sicurezza con imbragature) sospesi nel vuoto con le Odle sullo sfondo (Foto 1).


Noi oggi ci accontentiamo di prendere il sentiero 14, denominato “Sentiero Panoramico delle Dolomiti / Dolomiten Panoramaweg” che offre una meravigliosa vista panoramica sulle Dolomiti con il Sass de Putia, le Odle di Eores e le Odle della Val di Funes. Camminando su un largo tracciato che prende quota dolcemente, superiamo a m 2160 il bivio per il Rifugio Monte Fana mentre poco più in basso ci appare la struttura circolare di un bacino d’acqua (Foto 2).


Proseguendo arriviamo in vista dell’albergo Rossalm, noi però continuiamo ancora un po’ per portarci ai 2205 metri di quota, punto culminante della nostra escursione, da cui abbiamo una splendida veduta ravvicinata del Sass da Putia e delle Odle di Eores (Foto 3).


Nel frattempo, ha iniziato a cadere una leggera pioggia e decidiamo quindi di raggiungere il sottostante rifugio Rossalm, dove facciamo una sosta pranzo prolungata visto che nel frattempo la pioggerella è diventata un acquazzone (Foto 4)



Alla ripresa del cammino seguiamo il sentiero 17A, che corre in senso inverso pochi metri più in basso rispetto al sentiero 14 percorso nell’andata. Più che un sentiero è una stradina che tocca diversi punti di sosta con attrazioni, giochi e piazzole panoramiche; un percorso facile, praticabile anche con passeggini e certamente gradito alle famiglie con bambini. Non piove più e anche noi godiamo del panorama, procedendo lentamente e sostando in alcuni punti particolari come una specie di cinema all’aperto, il bacino d’acqua ammirato dall’alto all’andata e le piazzole panoramiche (Foto 5-6). A quota 2015 raggiungiamo il punto basso della passeggiata e infine con una breve risalita, rientriamo sul piazzale della cabinovia.

domenica 12 luglio 2026

Malghe Isi e Corandin (Isi Hütte – Gurndinalm)

 

12 luglio 2026 - 1909

Malghe Isi e Corandin

(Isi Hütte – Gurndinalm)

 

In una giornata di forte caldo in valle, raggiungiamo a quota 2000 il fresco di Passo Oclini e con una breve e facile camminata su sentieri che corrono alla base del Corno Bianco e del Corno Nero passiamo da alcune malghe-ristorante

 

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tuttavia, non ho difficoltà ad autorizzarne la pubblicazione ed eventualmente

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Zona: Val d’Ega

Gruppo: Altopiano Regglberg e Oclini

Mappe: 4LAND: 181 - TABACCO: 029

Dislivello metri: 170         Tempi ore: 1:45 

Distanza Km: 5,2               Valutazione: T

Itinerario: Passo Oclini (1990), Isi Hütte (1852), Gurndinalm (1949), Passo Oclini (1990)

 



Dalla Val d’Ega raggiungiamo prima il Passo Lavazè e quindi il Passo Oclini. Siamo pochi metri sotto i 2.000 e la quota è ben evidenziata sulla facciata dell’Hotel Schwarzhorn.

Lasciata la macchina negli ampi posteggi, ci incamminiamo sulla strada, con segnavia 7 e 12A, che puntando a ovest dopo aver oltrepassato il Rifugio Passo Oclini e il bivio col sentiero 12 che sale al Corno Bianco, raggiunge una piccola malga (Foto 1-2).


Subito dopo la malga, il segnavia 7 continua sul sentiero che si dirige verso la Isi Hütte e Redagno. Ci troviamo fra il Corno Nero e il Corno Bianco e stiamo percorrendo un sentiero che corre su verdi prati fra numerose mucche al pascolo. Giunti a quota 1855 raggiungiamo la malga-ristorante Isi Hütte e la vicina stazione a valle della seggiovia che durante la stagione invernale porta sulle piste sciistiche del Corno Nero (Foto 3).




Poco più avanti superiamo il bivio col sentiero 14 per Passo Cugola e continuiamo sul 7 ora strada bianca fino al bivio di quota 1845, quando continuiamo sulla strada 12A in direzione di Passo Oclini. Con un percorso in dolce salita giungiamo in prossimità della Malga Gurndin, rifugio di montagna molto frequentato. All’altezza della malga, oltre uno steccato, troviamo anche una panchina dove fare la sosta. Da questo punto, che si affaccia sulla Val d’Adige, scorgiamo Aldino, Caldaro e i monti Roen e Penegal e più lontano il Gruppo del Brenta (Foto 4-5-6). Alla ripresa del cammino utilizziamo la strada che ci riporta tranquillamente al Passo Oclini.

 

Passo Oclini (Jochgrimm) e i due Corni (Nero e Bianco) offrono un libro di geologia a cielo aperto. Il Corno Bianco è celebre per i suoi strati di roccia calcarea chiara (Dolomia) ricchi di fossili marini risalenti a circa 250 milioni di anni fa, mentre il vicino Corno Nero (Schwarzkopf) è di origine vulcanica (formato da tufi e porfidi di tinte scure). Questa netta contrapposizione cromatica e geologica si osserva perfettamente proprio lungo il sentiero che abbiamo percorso.