sabato 2 maggio 2026

Da Schermoos alla Malga Gschnoferstall

 

2 maggio 2026 – 1901

 

Da Schermoos alla Malga Gschnoferstall

 

Camminare sui numerosi sentieri che solcano l'altopiano del Salto, a pochi chilometri da Bolzano, è un'esperienza sempre piacevole. Questo vasto altipiano di larici, situato tra San Genesio e Meltina, offre panorami spettacolari e percorsi accessibili che permettono di immergersi completamente nella natura alpina senza affrontare pendenze eccessive

 

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tuttavia, non ho difficoltà ad autorizzarne la pubblicazione ed eventualmente

anche a fornire file fotografici con maggior definizione. Scrivetemi: mfgardini@gmail.com

 

Zona: Avelengo e San Genesio

Gruppo: M.ti Sarentini-Gr. di Punta Cervina

Mappe: 4LAND: 180 - TABACCO: 040

Dislivello metri: 130         Tempi ore: 2:15 

Distanza Km: 7,4               Valutazione: T

Itinerario: Schermoos (1435), Pathoi (1375), Tammerle Moos (1370), Gschnoferstall (1430), sentiero 1 (1485), Schermoos (1435)

 



L'itinerario inizia dalla località Schermoos (1440 m). Per raggiungerla da Bolzano, si sale verso San Genesio e si prosegue in direzione Flaas/Valas. Dopo aver superato l'abitato per un paio di chilometri verso Meltina, si lascia l'auto nei grandi parcheggi a pagamento situati proprio alla sella di Schermoos. Poco sotto l'area di sosta, si imbocca la forestale indicata come “Rundweg Langfenn” in direzione sud-ovest. Il sentiero, caratterizzato da un fondo leggermente dissestato ma pressoché pianeggiante, scende dolcemente fino a quota 1390 m, dove si incrocia il sentiero 6. Proseguendo, si incontra il Maso Pathoi, noto per le curiose installazioni antropomorfe realizzate con massi che accolgono gli escursionisti all'ingresso (Foto 1). Superato il maso, si abbandona il circuito Langfenn per seguire fedelmente il segnavia 6. La strada costeggia il biotopo Tammerle Moos, un'area umida di grande valore naturalistico (Foto 2).



Dopo aver superato l'incrocio con il sentiero 12A, si raggiunge la meta principale dell'uscita: la malga-ristorante Gschnoferstall (1430 m). Questo punto di ristoro è celebre per la sua ospitalità e rappresenta la sosta ideale prima di intraprendere il ritorno (Foto 3).Per il rientro, imbocchiamo il sentiero 7A in direzione Langfenn/Schermoos. Una leggera salita conduce a quota 1490 m, dove ci si immette sulla strada bianca contrassegnata dal segnavia 1. Questo tratto fa parte del Sentiero Europeo E5 che attraversa l'intero altipiano. Dirigendosi verso nord, si cammina in piano tra fitti boschi di abeti rossi (Foto 4).


Al bivio successivo, si trascura la prosecuzione del sentiero 1 per Lavenna e si mantiene il 7A, che scende dolcemente verso il parcheggio. Durante la discesa, lo sguardo si apre sui gruppi dolomitici: Sassolungo, Sasso Piatto, Sciliar, Catinaccio e Latemar regalano scorci indimenticabili che chiudono in bellezza l'anello (Foto 5). L'escursione è particolarmente consigliata durante il periodo della fioritura degli abeti rossi e dei larici, che caratterizzano il paesaggio del Salto (il più grande altipiano di larici d'Europa). Il biotopo Tammerle Moos offre inoltre uno spaccato unico sulla flora delle zone umide d'alta quota, rendendo l'itinerario non solo panoramico ma anche di alto interesse botanico.

venerdì 1 maggio 2026

Sentiero Waldacker, Castelrotto

 

1 maggio 2026 – 1900

 

Sentiero Waldacker, Castelrotto

 

Il fascino dell'Altopiano dello Sciliar non risiede soltanto nelle grandi ascese verso le vette dolomitiche, ma anche nel fitto reticolo di sentieri che collegano masi storici, boschi di conifere e borghi pittoreschi. Un esempio perfetto di questo connubio tra natura e tradizione è rappresentato dall'itinerario del Waldackerweg, un percorso ad anello che esplora i dintorni di Castelrotto (BZ), offrendo scorci su uno dei borghi più belli d'Italia.

 

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Zona: Siusi

Gruppo: Sciliar-Catinaccio

Mappe: 4LAND: 181 - TABACCO: 05

Dislivello metri: 225         Tempi ore: 2:30 

Distanza Km: 6,5               Valutazione: T

Itinerario: Wasserebene (1200),bivio 2B-10 (1185), bivio 3A (1138), Plattmühle (1010), Feger (1092), Wasserebene (1200)

 


L'escursione ha inizio presso la zona sportiva di Wasserebene, situata a circa 1200 metri di altitudine. Il grande parcheggio di questa località, facilmente raggiungibile proseguendo per un paio di chilometri dopo l'abitato di Castelrotto in direzione del Passo Pinei, è il nostro punto di partenza.Da qui, il cammino prende il via riattraversando la strada principale per imboccare il sentiero che scende dolcemente tra i verdi prati, tipici del paesaggio altoatesino di bassa quota. Raggiunta la strada asfaltata seguendo il segnavia 10, ci spingiamo verso ovest (Foto 1).


In prossimità del Bremichhof, il percorso si biforca: abbandoniamo la traccia principale, per proseguire sul sentiero 2B in direzione di Tagusa. È questo uno dei tratti più panoramici dell'intera passeggiata, dove la vista può spaziare liberamente sul campanile barocco di Castelrotto e sui declivi circostanti (Foto 2).


Giunti a m 1145 metri appaiono le indicazioni per il Waldackerweg, quel percorso escursionistico ad anello (segnaletica n. 3) che parte dal centro di Castelrotto e attraversa zone boschive fitte, costeggiando il Rio Tisana. Imboccato il sentiero in senso antiorario, l'atmosfera cambia: il tracciato si inoltra nel bosco, facendosi più sconnesso. La discesa richiede passo fermo fino ai 980 metri di altitudine, dove un caratteristico ponticello in legno permette di scavalcare il piccolo rio Tisana (Tisenser Bach), prima di immettersi su una più agevole strada forestale (Foto 3).


Proseguendo lungo il segnavia 3, che qui coincide con il 15, si incontra una testimonianza di archeologia rurale: l'antico mulino Plattmühle (Foto 4).



Da questo punto, il sentiero riprende quota con un'ascesa più decisa che conduce verso le prime abitazioni di Castelrotto. È qui che si imbocca il sentiero selciato (segnavia 10), delimitato da antichi muri a secco, un elemento architettonico abituale per la gestione del territorio montano. Lungo la via del ritorno (Foto 5-6), lo sguardo cade su strutture storiche, come il Plattnerhof e, soprattutto, il maso Lafagg, il cui portale reca la data "1559", testimoniando secoli di vita contadina ai piedi dello Sciliar. Mentre il profilo maestoso del massiccio dolomitico domina l'orizzonte, l'anello si chiude nuovamente presso il Bremichhof, da dove si rientra agevolmente a Wasserebene, completando un viaggio attraverso il tempo e la natura.