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domenica 30 agosto 2026

Laghetti dei Masi di Ruffrè

 

30 agosto 2026 - 1913

Laghetti dei Masi di Ruffrè

 

I Laghetti dei Masi di Ruffrè, noti anche come Laghetti di Ruffrè, situati in località Mas de la Val, costituiscono una splendida e rilassante oasi verde immersa nell'Alta Val di Non, ai piedi del paese sparso di Ruffrè-Mendola

 

L'utilizzo delle fotografie e del testo è soggetto a COPYRIGHT (C)

tuttavia, non ho difficoltà ad autorizzarne la pubblicazione ed eventualmente

anche a fornire file fotografici con maggior definizione. Scrivetemi: mfgardini@gmail.com

 

Zona: Val di Non

Gruppo: C.na della Mendola-Roen-Cime di Vigo

Mappe: TABACCO: 42 – 4LAND: 155

Dislivello metri: 120         Tempi ore: 1:25 

Distanza Km: 3,8               Valutazione: T

Itinerario: Mas da la Val (1115), maso Michei (1138), maso Coflari (1170), sentiero Margherita (1175), Mas da la Val (1115)

 

Raggiunto il Passo della Mendola, scendiamo verso la Val di Non e prendiamo subito sulla sinistra la strada per Ruffrè. Dopo un paio di chilometri, abbandoniamo la strada principale e, seguendo le indicazioni per i “laghi”, imbocchiamo una stretta e tortuosa via che passa tra le case del paese fino a raggiungere i due specchi d'acqua: i Laghetti dei Masi di Ruffrè. Ci troviamo al limitare del bosco, in una conca verdeggiante e molto suggestiva.


Lasciata la macchina nel posteggio che si trova dopo la baita in legno adibita a punto di ristoro, ci soffermiamo ad ammirare il primo laghetto, concepito appositamente come area di svago e ritrovo. È attorniato da un prato attrezzato con panche e tavoli (Foto 1),


e lì vicino si trova il maso-ristorante “Mas da la Val”. Percorrendo la stradina che circonda il bacino, raggiungiamo il secondo lago, attiguo al primo. Questo è più grande, circondato da canne ed è un’area protetta, un vero e proprio biotopo per rane e rospi (Foto 2).


Poco sopra i laghi, a nord, tra le case del paese di Ruffrè, si staglia il campanile della chiesa parrocchiale dedicata a Sant’Antonio Abate. Da qui si potrebbe completare il giro dei due laghetti seguendo il sentiero che li circonda; noi, però, proseguiamo verso est seguendo il segnavia 527 che, con una dolce salita, raggiunge il Maso Michei. Continuando sul 527, entriamo nel bosco dove scorre il rio che alimenta i due laghetti (Foto 3)


e, proseguendo, giungiamo nei pressi del grande Maso Coflari, un agriturismo, ristorante e fattoria didattica, nonché maneggio con scuola di equitazione (Foto 4).


Poco prima di raggiungere il maso prendiamo il sentiero 2 che si stacca sulla destra, diretto a “Campi Golf – Seggiovia – Passo Mendola”. Lo seguiamo per un tratto, ma poco più avanti, per effettuare un’escursione ad anello, lasciamo il 2 e ci immettiamo nel “Sentiero Margherita”. Puntando a ovest, dopo dieci minuti di cammino in dolce discesa, abbandoniamo anche il Sentiero Margherita e, prendendo sulla destra un sentierino con segnavia bianco-rosso ma privo di numero, raggiungiamo il ponticello con cui scavalchiamo il Rio Linor. Rientrati sul sentiero 527, anziché puntare verso Cavareno, ci dirigiamo al vicino ristorante “Mas de la Val” (Foto 5), dove abbiamo prenotato per il pranzo a conclusione di questa breve, rilassante e piacevole camminata.

 

sabato 18 aprile 2026

Lago di Tret

 

18 aprile 2026 - 1897

Lago di Tret

(Felixer Weiher)

 

Anello classico e molto suggestivo nella zona dell’Alta Val di Non, a cavallo tra il Trentino e l’Alto Adige. L'escursione si svolge in quel territorio di confine dove le culture e le lingue si intrecciano, in un paesaggio dominato da boschi di larici e specchi d'acqua alpini.

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Zona: Passo Palade

Gruppo: Mendola, Roen, Cime di Vigo

Mappe: 4LAND: 155 - TABACCO: 042

Dislivello metri: 335         Tempi ore: 2:50 

Distanza Km: 8   Valutazione: T

Itinerario: Posteggio (1390), Lago di Tret (1607), Malga San Felice (1633), bivio 46-56 (1485), cappella Sant’Uberto (1475), masi Lochmann (1339), sentiero 9 (1375), posteggio (1390)

 



Giunti a San Felice da Fondo, seguendo le indicazioni “Lago di Tret” prendiamo sulla destra la stradina asfaltata che conduce ai due posteggi a pagamento riservati ai visitatori del lago. Dopo aver superato il primo raggiungiamo a m 1390 il secondo e qui lasciamo la macchina. Difronte all’entrata del posteggio troviamo la tabella indicante che da qui il proseguimento sulla carrareccia è riservato ai pedoni e poco discosta la partenza del sentiero con segnavia 9. Ci incamminiamo sulla strada che con tratti abbastanza ripidi raggiunge, a m 1.607, le sponde del Lago di Tret (Foto 1-2) (0.35­0.35).



Questo specchio d'acqua non è solo una meta paesaggistica, ma un biotopo protetto di grande valore. Il lago è di origine naturale ma è stato ampliato artificialmente in passato per scopi irrigui. Nonostante si trovi interamente in territorio altoatesino, il nome "Tret" deriva dalla frazione trentina sottostante. Il Lago di Tret è considerato uno dei laghi più puliti della regione e in estate è una meta ambita per la balneazione d'alta quota grazie alle sue acque relativamente calde. Facciamo il giro del lago che offre scorci unici per proseguire poi con un breve tratto in salita, la Malga San Felice (Foto 3-4) (0.30-1.05).


Questo rifugio, a m 1.633, durante l'alta stagione è un punto di ristoro e con la lunga stalla rappresenta l'architettura rurale tipica della zona. I pascoli circostanti sono fondamentali per l'economia agricola locale, mantenendo vivo il paesaggio che altrimenti verrebbe riconquistato dal bosco fitto. Anche per la discesa seguiamo un’ampia strada forestale inizialmente con segnavia 49 e poi 56. Si attraversano zone meno battute dal turismo di massa e a quota 1475 troviamo un’edicola dedicata a Sant'Uberto patrono dei cacciatori (Foto 5) (0.40­1.45).


È scavata in un grande tronco d'albero e sormontata da un tetto a forma di fungo; una targa dice che il tronco proviene da un tiglio che si trovava nella piazza di San Felice. Proseguendo, quando sul lato sinistro si scorge un acquedotto, notiamo un sentiero indicato sulle mappe come traccia. Lo prendiamo per sbucare a m 1360 su vasti prati e fra alcune case (Foto 6) (0.30-2.15). Da qui seguendo le indicazioni del sentiero “9A - KLAMM (P)” con una breve salita nel bosco raggiungiamo la strada asfaltata percorsa al mattino in macchina. La seguiamo in salita e in pochi minuti raggiungiamo il parcheggio di partenza (0.35­2.50).

sabato 17 maggio 2025

Monte Roen

 

17 maggio 2025 - 1851

Monte Roen

 

Una breve e facile escursione a cavallo delle province di Trento e Bolzano. Con ampio panorama verso la Val di Non e i gruppi di Brenta e Maddalene raggiungiamo la Malga di Smarano e Sfruz, salendo poi alla cima del Monte Roen che, in vista delle Dolomiti e del Lagorai, s’affaccia sulla Val d’Adige

 

L'utilizzo delle fotografie e del testo è soggetto a COPYRIGHT (C)

tuttavia, non ho difficoltà ad autorizzarne la pubblicazione ed eventualmente

anche a fornire file fotografici con maggior definizione. Scrivetemi: mfgardini@gmail.com

 

Zona: Val di Non

Gruppo: C.na della Mendola-Roen-Cime di Vigo

Mappe: 4LAND: 184 - TABACCO: 049

Dislivello metri: 440         Tempi ore: 2:45 

Distanza Km: 7   Valutazione: T

Itinerario: Malga Romeno (1773), Malga Smarano di Sfruz (1925), Monte Roen (2116), Malga Romeno (1773)

 

Dal paese di Amblar in Val di Non, con dieci chilometri di buona strada, asfaltata per gran parte, ci portiamo al posteggio che precede la Malga Romeno, punto di ristoro aperto tutto l'anno; siamo a quota 1773.



Lasciata la macchina prendiamo il sentiero 500 in direzione sud. Il sentiero porta anche la sigla “SI”, ci troviamo infatti sul tratto che attraversa la nostra regione del “Sentiero Italia”, quell’itinerario escursionistico lungo più di 7000 km che percorre l'intero territorio nazionale. In ripida salita su una strada forestale raggiungiamo a m 1970 il bivio col sentiero 528A per Malga di Smarano e Sfruz che ora prendiamo. Il sentiero corre quasi in piano dominando la Val di Non limitata a ovest dalla catena delle Maddalene e del Gruppo del Brenta. Lungo il tragitto mucchietti di “Soldanella Alpina” che si alternano a cuscini di “Erica carnea” (Foto 1 - 2).


Con un ultimo tratto in leggera discesa raggiungiamo, a m 1925, la grande Malga di Smarano e Sfruz collocata su vasti prati che offrono un grandioso panorama verso le cime ben innevate del Brenta (Foto 3).


Ripreso il cammino, seguiamo il sentiero 528 che punta alla cima del Monte Roen risalendone il pendio meridionale. Poco sopra la malga passiamo dalla cappella a forma di chiesetta e proseguiamo su ripidi prati seguendo la traccia evidenziata da paletti-segnavia.  Pensavamo di trovare questi prati in piena fioritura primaverile, ed invece vi sono ancora tracce delle recenti nevicate e a fatica scorgiamo qualche fiore di “Pulsatilla vernalis” (Foto 4). 


A quota 2116, raggiungiamo la cima più alta del Monte Roen, caratterizzata da un pilastrino trigonometrico, mentre la classica croce di vetta si trova su una seconda cima che si trova più in basso poco più a sud. Giù in basso abbiamo la Val d’Adige, si scorge la piana di Bolzano e i gruppi dolomitici, ma anche le cime del Lagorai. Se il versante occidentale del Roen è formato da pendii prativi, il versante orientale sono alte pareti rocciose ai cui piedi si scorge il rifugio Oltradige e poco più in distanza i laghi di Monticolo (Foto 5).



Utilizzando il sentiero 500 che corre inizialmente fra i mughi, andiamo a chiudere il giro all’altezza del bivio col sentiero 528A e sullo stesso percorso della salita rientriamo alla Malga Romeno e al posteggio (Foto 6).