11 luglio 2025 - 1866
Malga Rossa
(Rötalm)
Questa escursione fra le montagne più settentrionali d’Italia non ci ha offerto solo cascate e bellezze naturali ma ci ha anche fatto riflettere su quella che poteva essere la vita di quei minatori che cinquecento anni fa scavavano a queste altezze gallerie nella montagna con martello e piccozza
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Zona: Val Aurina
Gruppo: Alpi Aurine
Mappe:TABACCO: 035
Dislivello metri: +595 -680 Tempi ore: 3:30
Distanza Km: 7,1 Valutazione: E
Itinerario: Casere (1600), Rotkreuz (2080), Rötalm (2116), cascata (1720), Miniera Predoi (1520)
Raggiungiamo col bus del servizio pubblico l’abitato di Casere / Kasern e a piedi raggiungiamo l’edificio del Centro Visite.
Preso il sentiero con segnavia 11, indicato per il rifugio Giogo Lungo e per la Rötalm / Malga Röt, caliamo di qualche metro, scavalchiamo il Rio Aurino e iniziamo a salire. Il sentiero coincide col sentiero delle antiche miniere di rame indicato dal pittogramma “martello e piccozza” e transita davanti alle entrate delle gallerie, ora chiuse, scavate a partire dal 1500. Le gallerie sono otto, portano tutte il nome di un santo e al loro imbocco si trovano cartelli illustranti storia e funzioni delle stesse. Nei pressi di un capitello dedicato a Santa Barbara, patrona dei minatori,
veniamo affiancati da un rigagnolo ramato che apprendiamo aver quel colore per essere da sempre stato utilizzato per il lavaggio del minerale. Proseguendo nel bosco, con finestre che si aprono sull’abitato di Casere e verso le cime innevate Rauchkofel, Dreiecker, Tauernkogel, raggiungiamo l’imbocco della Galleria San Marx circondato da muretti a secco (Foto 1).
Proseguendo, a m 1910, arriviamo alle rovine delle costruzioni utilizzate per la selezione del minerale, sono di fronte alla galleria San Giacomo e per questo denominate “Jakober Stuben” (Foto 2).
Circondati da rocce arrossate dalla presenza del rame che appare anche all’esterno, iniziamo a salire su scalini protetti da ringhiera (Foto 3)
e a m 1970 giungiamo alla miniera San Guglielmo. Un cartello spiega che ci troviamo nella zona più alta e più antica del bacino minerario, dove la vena di rame era in superfice e da qui iniziarono gli scavi. Giunti a quota 2080, superiamo lo sperone su cui si erge la Rötkreuz (Foto 4)
e si prosegue in piano affiancando il Rio di Valle Rossa / Rotbach. Superato il bivio del sentiero 11A per la Bruggeralm, raggiungiamo in breve, a quota 2116, la Rötalm (Foto 5)
collocata all’estremità occidentale di una grande spianata prativa. Siamo in un anfiteatro contornato da una serie di cime che segnano il confine con l’Austria e che superano abbondantemente i 3000 metri. La malga è chiusa, sta piovigginando e questa era la nostra mèta odierna, iniziamo quindi il rientro ripercorrendo in senso inverso lo stesso sentiero. Al bivio col sentiero per la Bruggeralm un avviso affisso segnala che il tratto è stato chiuso per caduta sassi. Non ci rimane quindi che rifare in senso inverso il percorso della salita fino a quota 1720 dove facciamo una piccola deviazione per raggiungere la grande e bella Cascata Röt (Foto 6).
Rientrati sul sentiero principale anziché proseguire sull’11 prendiamo l’11A diretto al Museo delle Miniere. Per un lungo tratto procediamo in dolce discesa affiancati dal rigagnolo ramato attraversato al mattino (Foto 7) e quindi all’altezza di una restaurata ruota di mulino scendiamo al sottostante museo delle miniere e alla strada provinciale dove prendiamo il bus per il rientro.
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