domenica 23 novembre 2025

Altopiano di Naz

 

23 novembre 2025 - 1886

Altopiano di Naz

(Hochflächer von Natz)

 

Neve in quota, ma non tanta da cominciare le escursioni con le ciaspole, dobbiamo allora scegliere camminate sugli altipiani e quello di Naz-Sciaves è piacevole e proprio adatto a questa stagione

 

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tuttavia, non ho difficoltà ad autorizzarne la pubblicazione ed eventualmente

anche a fornire file fotografici con maggior definizione. Scrivetemi: mfgardini@gmail.com

 

Zona: Val Pusteria

Gruppo: M.ti di Fundres

Mappe: 4LAND: 182 - TABACCO: 037

Dislivello metri: 125         Tempi ore: 2:10 

Distanza Km: 7   Valutazione: T

Itinerario: Zona sportiva Laugen (880), biotopo Laugen (880), punto basso sopra Rienza (780), sentiero Panorama (800), bivio per Fiumes (870), Naz 890), posteggio (880)

 

Passando da Bressanone raggiungiamo il comune di Naz-Sciaves e precisamente gli ampi posteggi attigui alla “Zona Sportiva Laugen” della frazione di Naz, siamo a quota 880.


Un cartello ci indica che l’inizio dei percorsi Naz, Giro dei paesi e Giro delle mele si trovano 200 m più a sud seguendo la strada. E infatti, dopo un tratto di strada asfaltata, troviamo sulla sinistra la strada interpoderale ben segnalata dalle tabelle dell’ufficio turistico. Pochi metri più avanti arriviamo al Biotopo Laugen, una zona umida con due laghetti e anche un casotto per l’osservazione dell’avifauna (Foto 1).



Superato il biotopo inizia il Sentiero della Mela chiamato così evidentemente perché corre fra lunghi filari di meli. Giunti a un incrocio trascuriamo le indicazioni per Raier Moos e Novacella e continuiamo verso Naz con segnavia 1. Davanti a noi, poco lontane le case di Naz e alle spalle le cime ben innevate dei Monti di Fundres (Foto 2-3).



Giunti a un altro incrocio di sentieri prendiamo a destra la direzione Reienzbrücke / Ponte sulla Rienza, segnavia 6. Fino a questo punto abbiamo camminato pressoché in piano, mentre ora si procede in discesa su uno stretto sentierino in parte coperto da foglie e neve. Superiamo una fontanella ghiacciata e entriamo in un castagneto (Foto 4-5).


Siamo tornati su pendii baciati dal sole e sul terreno non vi è più traccia di neve. Giungiamo così ad una strada su cui continuiamo in discesa verso il Ponte della Rienza. A m 800 troviamo la tabella che indica sulla sinistra il Sentiero Panorama, noi però continuiamo la discesa ancora per qualche metro giungendo a un tornante da cui dominiamo la sottostante forra della Rienza totalmente in ombra (Foto 6).


Rientriamo allora al bivio per il sentiero Panorama, segnavia 6B, che ora seguiamo puntando a nord. È una comoda strada forestale evidentemente nuova, visto che non la troviamo indicata nemmeno sulla mappa/GPS. A m 820 superiamo un primo bivio per Naz dato a 10 minuti, e a m 870 arriviamo a un secondo bivio. Diritti per Viums / Fiumes e a sinistra per Natz / Naz a 20 minuti. Presa quest’ultima direzione passiamo davanti a un parco giochi per bambini e poco più avanti ci fermiamo su una panchina fra i filari dei meli. Alla ripresa del cammino raggiungiamo in poco tempo la chiesa di Naz dedicata ai Santi Filippo e Giacomo (Foto 7) e poi sul marciapiede che affianca la strada ci riportiamo al posteggio della zona sportiva.

martedì 18 novembre 2025

Wallburgweg di Naturno

 

18 novembre 2025 - 1885

Wallburgweg di Naturno

 

Nel tardo autunno, quando in quota è già arrivata la prima neve, la salita al Monte Sole sopra Naturno offre vedute dai colori fantastici.

 

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Zona: Val Venosta

Gruppo: Giogaia di Tessa

Mappe: 4LAND: 185 - TABACCO: 011

Dislivello metri: 260         Tempi ore: 2:30 

Distanza Km: 6,4               Valutazione: E

Itinerario: Funivia Naturno (535), Wallburgboden (755), bivio 10 (735), bivio 6 (720), Castel Naturno (620), Chiesa Naturno (555), posteggio partenza funivia (535)

 

A Naturno, in Val Venosta, posteggiamo la macchina alla partenza della Funivia Unterstell.


Seguiamo la stradina asfaltata costeggiante un canale (Foto 1)


che porta all’albergo Langwies e poco più avanti prendiamo sulla destra il sentiero indicato per “Wallburgböden / Naturlehrpfad”. Poco più avanti a un altro bivio, ci teniamo sulla sinistra sempre in direzione di Wallburgböden. Il sentiero che seguiamo ora punta a ovest e ci offre belle inquadrature della sottostante Val Venosta (Foto 2).



Giunti a m 775 abbandoniamo il sentiero principale per prendere sulla sinistra la deviazione che in cinque minuti raggiunge la balconata panoramica denominata Wallburgböden (0.50-0.50). Ci troviamo sopra l’imbocco della Val Senales e di fronte abbiamo il Castel Juval dominato dalla Punta Vermoi / Vermoispitze. Più a ovest sulla destra della Val Venosta è ben visibile la Punta di Lasa coperta dalla neve, mentre proprio sotto di noi i frutteti che occupano il conoide di deiezione di Tablà, per i colori autunnali delle foglie, sono una tavolozza (Foto 3-4).


Rientrati al bivio proseguiamo in direzione di Naturno seguendo il Wallburgweg con tratti esposti ma sempre ben protetti da corrimano (Foto 5).


Il sentiero, con andamento pianeggiante o in leggera discesa, segue il tracciato di un’antica roggia (Waalweg) e va a intersecare la grande condotta che partendo dal Lago di Vernago in Val Senales porta l’acqua alla centrale idroelettrica di Naturno. Scavalcata la condotta incrociamo a m 735 il sentiero 10 che sale alla stazione a monte della funivia di Unterstell, mentre noi continuiamo sul Wallburgweg. Superiamo una casetta chiusa che secondo la scritta riportata sul portale risalirebbe al 1868 (MDCCCLXVIII), passiamo sul Rio della Chiesa / Kircherbach e a m 720 raggiungiamo l’incrocio col sentiero 6 (0.20-1.50). Una panchina ben esposta al sole ci accoglie per una sosta. I cartelli indicatori dicono che prendendo il sentiero 6 sulla sinistra, in ore 7:40, potremmo salire alla Kirchbachspitze / Croda del Clivio (m 2.951) mentre, prendendo il 6 in discesa possiamo arrivare a Naturno in 20 minuti; noi prendiamo quest’ultima direzione…Un sentiero ripido e sconnesso perde quota velocemente raggiungendo a m 650 Castel Naturno risalente al XIII secolo (Foto 6).

Oggi è di proprietà privata e non può essere visitato. Continuando a seguire il segnavia 6, dalla strada passiamo sotto un piccolo tunnel che ci raccorda con un cammino pedonale che ci porta alla chiesa parrocchiale dedicata a San Zeno. Camminando fra le case su strade comunali raggiungiamo il posteggio di partenza.

domenica 9 novembre 2025

sopra Bressanone

 

9 novembre 2025 - 1884

sopra Bressanone

 

Escursione circolare sulle pendici della Plose che partendo da Meluno / Mellaun ci porta a Cleran / Klerant e a Sant’Andrea offrendoci belle inquadrature della natura con i colori autunnali e chiese magnificamente affrescate.

 

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Zona: Val d’Isarco

Gruppo: Plose -Putia

Mappe: 4LAND: 182 - TABACCO: 030

Dislivello metri: 250         Tempi ore: 2:30 

Distanza Km: 7,3               Valutazione: T

Itinerario: Posteggio Melluno (870), Cleran (855), AKI Family Resort (990), Schnageret (970), Sant’Andrea (970) Posteggio Melluno (870)

 



Dalla frazione di Bressanone, Millan, prendiamo la strada che sale a Sant’Andrea e dopo quattro chilometri girando a destra per Meluno troviamo il posteggio per la macchina proprio sul bivio. Cinque minuti di cammino su strada asfaltata ed eccoci al centro del paese di Meluno, piccola frazione di Bressanone. Passando fra le case, giunti al bivio tra i sentieri 7 e 12 seguiamo quest’ultimo verso Cleran. Dopo aver scavalcato con un ponticello il Rio Tramezzo / Bodenbuelerbach giungiamo su un prato da cui si domina la Val d’Isarco e Bressanone (Foto 1-2).


Pochi passi ed eccoci sopra l’abitato di Cleran al cui centro spicca il campanile della chiesa di San Nicola (Foto 3).


La chiesa è chiusa, peccato perché in altra occasione avevamo potuto ammirare al suo interno ricchi affreschi ornamentali tardogotici risalenti al XV secolo e appartenenti alla scuola di Leonardo da Bressanone rappresentanti la figura e le leggende di S.Nicola e il ciclo della Passione di Cristo. Lasciata la chiesa continuiamo su strada con segnavia 8, passiamo dal maso Wieser e subito dopo a quota 990 prendiamo sulla sinistra la forestale che in piano raggiunge una grande e nuova struttura alberghiera (Foto 4).


È l’AKI Family Resort che offre di tutto e di più naturalmente a prezzi impossibili per i comuni mortali. Proseguendo su strada superiamo la villa Schnagerer per seguire poco più avanti il segnavia 18 con indicazione “Giro di S.Andrea – Lamplgraben”. Con un comodo sentiero entriamo nel bosco sbucando in una valletta dominata dalla Plose all’altezza di un maso. Lì accanto una panchina soleggiata ci ospita per la pausa panino. Ripreso il cammino arriviamo subito al paese di Sant’Andrea e alle due chiese attigue e attorniate dal cimitero: S.Andrea e Maria Ausiliatrice (Foto 5).



Terminata la visita imbocchiamo sul fianco della vicina farmacia il sentiero 12 che in discesa raggiunge la strada provinciale, la attraversa e prosegue in discesa fino all’incrocio col sentiero 7 per Bressanone, m 860. Sempre sul 12 ora in salita raggiungiamo di nuovo la strada provinciale, la attraversiamo e sbuchiamo sbucare sui prati in vista dell’abitato di Meluno. All’entrata del paese la chiesa di S.Giovanni Evangelista, edificata verso la metà del XV secolo, che racchiude all’interno un ciclo di affreschi, sempre della scuola del Maestro Leonardo da Bressanone, raffiguranti la Passione di Cristo, la vita di san Giovanni e un grande Giudizio Universale (Foto 6‑7). Rifacendo in discesa il primo tratto del percorso del mattino ritorniamo alla macchina.

venerdì 7 novembre 2025

Sentiero del vino Rebe

 

7 novembre 2025-1883

Sentiero del vino Rebe

(Weinwanderweg REBE)

 

Alle porte di Bolzano sui rilievi soleggiati della Val d’Isarco ci sono da secoli terrazzamenti coltivati a vigne e fra queste, sfruttando antichi sentieri, è stato creato il “Sentiero del vino Rebe”.

 

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Zona: Altipiano del Renon

Gruppo: .M.ti Sarentini-Gr. della Cima di S. Giacomo

Mappe: 4LAND: 180-TABACCO: 034

Dislivello metri: +480 -20 Tempi ore: 2:30 

Distanza Km: 5,3               Valutazione: T

Itinerario: Waldgrieshof (310), Loosmannhof (675), arrivo sentiero Rebe (770), strada Bolzano/Renon e fermata autobus (780)

 


A Rencio, quartiere orientale di Bolzano, raggiungiamo la cantina Waldgries dal cui fianco parte il sentiero 5 indicato per Signato e Costalovara a cui da tre anni si è aggiunta l’indicazione “Rebe”. Si tratta, come apparso sulla stampa del settembre 2022, di una passeggiata attraverso le colline disegnate dai vitigni. Lungo l’itinerario installazioni artistiche curate da Filip Moroder Doss che accompagnano il visitatore dentro la cultura vitivinicola. Camminiamo su sentieri che corrono fra i filari delle vigne (Foto 1) 



affiancati da opere d’arte e tabelle (Foto 2-3)


che illustrano la natura del luogo con particolare riguardo alla viticoltura. Il panorama che si gode, soprattutto in autunno, quando le vigne ingialliscono, è particolarmente bello e suggestivo. Raggiunta la località Santa Giustina con chiesetta (Foto 4)


si continua su strada asfaltata fino a m 530, dove il segnavia 5 prosegue su sentiero raggiungendo il maso Loosmann nella cui aia si erge un grande castagno secolare. Le tabelle in loco indicano che il sentiero 5 per Signato prosegue sulla sinistra mentre noi prendiamo poco sopra il maso la prosecuzione del “REBE”. È un bel sentiero, di recente costruzione e munito a tratti di ringhiera, che ci porta a due piazzole belvedere da cui lo sguardo si spinge fino alla conca di Bolzano, a ovest, e fino al Catinaccio, a est (Foto 5).


In entrambe le direzioni il quadro è abbellito dai fantastici filari gialli, rossi, verdi delle vigne. Continuando il cammino, fiancheggiati da altre installazioni artistiche e anche da un filare di olivi carichi di olive nere, con un ultimo tratto di salita arriviamo, a m 770, alla fine del “sentiero del vino Rebe” (Foto 6).


Abbiamo raggiunto la strada che sale al paese di Signato che però noi seguiamo in discesa puntando a est. Dopo un centinaio di metri, all’altezza di un tornante, imbocchiamo sulla sinistra la strada bianca con segnavia 31. Dopo essere passati su un ponte coperto, continuiamo su strada asfaltata godendo di inquadrature del Catinaccio e dello Sciliar (Foto 7). Giungiamo così all’intersezione con la statale che unisce Bolzano al Renon e alla fermata dell’autobus che ci riporta a Bolzano.

lunedì 3 novembre 2025

Quattro giorni sui Colli Berici - Lago di Fimon

 

3 novembre 2025 - 1882

Quattro giorni sui Colli Berici

Lago di Fimon

 

Nei Colli Berici si trova il Lago di Fimon che è definito il più antico lago del Nord Italia. Si è formato circa 35.000 anni fa a causa di sbarramenti alluvionali la cui origine è legata a una glaciazione e all'accumulo di sedimenti dei fiumi Brenta, Astico e Bacchiglione, che hanno bloccato il deflusso delle acque nell'area.

Con queste premesse una visita al lago è doverosa …

 

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Zona: Vicenza

Gruppo: Colli Berici

Mappe: I Colli Berici ediz. Fuori Porta

Dislivello metri: 150         Tempi ore: 2:30 

Distanza Km: 8,3               Valutazione: T

Itinerario: Posteggio nord Lago Fimon (20), agritur Da Pierina (35), agritur Valchegozzo (170), agritur al Museo Casare (40), posteggio (20)

 

Dal nostro albergo di Lonigo con uno spostamento di una trentina di chilometri sulle strette e tortuose strade dei Colli Berici raggiugiamo il posteggio che si trova sulla sponda settentrionale del Lago di Fimon.



Qui troviamo le indicazioni del sentiero 16 “Sentiero del Donatore” che noi trascuriamo per seguire il percorso che compie il giro del lago. Percorriamo un largo sentiero alberato che correndo tra la sponda orientale del lago e un canale ci offre belle inquadrature dello specchio lacustre e del sovrastante paese di Lapio (Foto 1-2).


Fra alcuni piccoli isolotti cespugliosi abbiamo l’occasione di scorgere alcuni esemplari della fauna avicola qui presente quali cigni, aironi cenerini, gallinelle d'acqua e tarabusini (Foto 3).



Lentamente e con numerose soste ci portiamo sulla parte meridionale del lago e dopo aver fatto un’ampia curva ne abbandoniamo la sponda per montare sulla vicina strada che ora seguiamo in direzione sud. In piano costeggiando dei vitigni, superiamo il bivio di via Commenda e raggiungiamo alcune case dove si fa notare il rosso edificio dell’agritur “Da Pierina”. Da qui la stretta strada asfaltata ricoperta di foglie secche, prosegue in ripida salita risalendo la Val Carrari completamente in ombra. Nonostante un cartello ci avvisi che la strada è senza uscita proseguiamo fino a quota 170 dove raggiungiamo “l’Agriturismo Valchegozzo o da Tarzan” (Foto 4-5).


Non vediamo Tarzan ma tre minacciosi cani ci invitano a non entrare. La strada effettivamente qui termina e non troviamo indicazioni di sentieri per cui, ripercorrendo lo stesso itinerario, ci riportiamo in valle al bivio di Via Commenda, che ora prendiamo. Su strada bianca che corre fra i campi raggiungiamo prima “l’Agriturismo Al Museo” e poi la cascina “Friziera” da cui transita il “Sentiero del Donatore” visto a inizio giornata. Proseguendo per qualche centinaio di metri troviamo sulla sinistra il sentiero che dopo aver scavalcato il canale (Foto 6)

ci riporta sulla sponda del Lago di Fimon. Sosta panino su una panchina e quindi rientro al posteggio.

domenica 2 novembre 2025

Quattro giorni sui Colli Berici - Sentiero di San Germano

 

2 novembre 2025 - 1881

Quattro giorni sui Colli Berici

Sentiero di San Germano

 

Fra le quattro camminate che abbiamo affrontato sui Colli Berici questa del Sentiero di San Germano è, almeno nella parte iniziale, la più impegnativa. Interessante la scoperta del “Casotto” uno di quei capanni in pietra tipici della zona e poco conosciuti

 

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Zona: Vicenza

Gruppo: Colli Berici

Mappe: I Colli Berici ediz. Fuori Porta

Dislivello metri: 270         Tempi ore: 2:50 

Distanza Km: 7,8               Valutazione: E

 

Itinerario: San Germano dei Berici (35), Casotto Graziotto (260), Val Liona (240), Cooperativa Le Valli (230), San Germano (35)

Dal nostro albergo di Lonigo, con una decina di chilometri di strada asfaltata stretta, tortuosa e con continui saliscendi raggiungiamo il paese di San Germano dei Berici, frazione del comune di Val Liona e qui posteggiamo nei pressi della chiesa.


Subito troviamo le indicazioni del “Sentiero di San Germano”, un percorso circolare che seguiamo in senso antiorario, siamo a quota 35. Su stradina in salita che passa fra le case, Via Cengio, superiamo la cappella votiva dedicata alla Madonna di Monte Berico e poco dopo all’altezza di una centrale dell’acquedotto, ci innestiamo in un tratturo. Il tempo è molto nuvoloso ma fortunatamente non sta ancora piovendo perché il sentierino che entra nella boscaglia è accidentato, pieno di foglie e anche di rami recisi. A m 85 passiamo accanto alla “Fontana dei Curii” un vascone di cemento che troviamo pieno di ghiaia (Foto 1)


e proseguendo, da qualche finestra che si apre nella fitta vegetazione, scorgiamo le case di San Germano (Foto 2).



Per la caduta di alcuni alberi, si procede con qualche difficoltà e a m 215 raggiungiamo un bivio da cui parte sulla sinistra una stretta e ripida strada. La chiamo strada perché un paio di cartelli ne segnalano il divieto di circolazione, in realtà è un tratturo lastricato indicato come proseguimento del sentiero di San Germano. Da questo punto si intravede nella boscaglia un edificio e con una piccola deviazione, passando davanti a due vasche in roccia piene d’acqua ricoperta da abbondante lenticchia d’acqua, giungiamo al rudere di una vecchia e abbandonata casa a due piani, è la casa Graziotto. Tornati al bivio seguiamo la stradina che corre nella boscaglia dallo splendido foliage (Foto 3-4)


e arriviamo a quello che sembra un grande mucchio di sassi. Sono ben sistemati a secco l’uno sull’altro a formare una struttura simile ad un igloo. Attorniandola scopriamo sul verso un’entrata chiusa da un’inferriata e il cartello che si tratta del Casotto Graziotto destinato nel passato a ricovero o a deposito di attrezzi (Foto 5).


Inizia a piovere, ma per fortuna abbiamo terminato la salita e ora camminiamo su strada bianca e poi asfaltata. Superiamo il bivio per la variante di Fontana Marcolin e raggiungiamo un abitato. Ad un incrocio alcuni cartelli ci indicano che siamo nel comune di Val Liona e precisamente in via Ghenzo che ora percorriamo in falso piano. Superiamo anche il bivio per la variante di Fontana Casalini e giungiamo all’edificio della Cooperativa le Valli. Sta piovendo forte e dalla casa esce un affabile signore che ci offre non solo ospitalità sotto la tettoia che ne copre l’entrata ma ci offre anche una grossa forma di pane, scopriamo così che siamo alla sede di una cooperativache produce pane e derivati del pane biologici e cotti in forno a legna. Oggi siamo sfortunati col tempo ma l’ospitalità è sempre piacevole. Visto che piove per il rientro non seguiamo più le indicazioni del sentiero di San Germano ma continuiamo sulla strada asfaltata che giunge alle prime case del paese. Un ultimo tratto su sentiero ci porta alla chiesa parrocchiale di San Germano che, nonostante sul portone abbia appeso un grande cartello con la scritta “Gesù Porta di Salvezza”, ha la porta chiusa (Foto 6).

sabato 1 novembre 2025

Quattro giorni sui Colli Berici - Sentiero delle Fontane, Lonigo

 

1 novembre 2025 - 1880

Quattro giorni sui Colli Berici 

Sentiero delle Fontane, Lonigo

 

Il Sentiero delle Fontane, come recita il tabellone che si trova al suo inizio, è stato ideato per valorizzare le caratteristiche peculiari dei Monti di Lonigo, in particolar modo le sorgenti e le fontane e la loro utilità in tempi non lontani

 

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Zona: Vicenza

Gruppo: Colli Berici

Mappe: I Colli Berici ediz. Fuori Porta

Dislivello metri: 180         Tempi ore: 3:10 

Distanza Km: 10,3             Valutazione: T

Itinerario: Alle Acque (120), Lonigo, San Daniele (50), S.Apollinare (95), Monticello (130), Pozzo Coperto (155), Alle Acque (120)

 



Partiamo a piedi dal nostro “Albergo Alle Acque”, a quota 120, e seguiamo la strada che in salita e un paio di curve ci porta alla “Fontana delle Acque”, prima fontana che troviamo sul Sentiero delle Fontane che ci accingiamo a percorrere (Foto 1  -  2).


Ancora qualche metro di salita su strada asfaltata e giungiamo all’imbocco di Via Scaranto Sordina che prendiamo sulla sinistra. Dopo un tratto su sentiero sconnesso ci immettiamo su una strada che costeggia i vigneti “In Sordina”. Alcune tabelle metalliche indicano anche il nome dei vigneti: Tai Rosso, Sauvignon ecc. Particolarmente belli i lunghi filari delle vigne con le foglie che in questa stagione passano dal verde, al giallo e all’arancione. Continuando su strada raggiungiamo le prime case di Lonigo e la chiesa di San Daniele. Questa è la prima chiesa dei Colli Berici che troviamo aperta ma solo perché sono in corso le funzioni della giornata festiva. Sul grande sagrato della chiesa, adibito a posteggio, troviamo anche il tabellone che illustra le varie tappe del Sentiero delle Fontane e così scopriamo che la chiesa di San Daniele dove ci troviamo è il punto inziale del percorso ben segnalato dalle indicazioni del Cai locale e dal comune di Lonigo e del Cai. Percorrendo in discesa una rampa scalinata, raggiungiamo la seconda tappa, il “Fontanon”, una vecchia fontana-lavatoio a più vasche (Foto 3).


Lasciata la strada principale, prendiamo sulla sinistra una strada campestre che correndo fra le vigne ci porta alla “Pompa d’Acqua di Via Consiglio”, e sbuca sulla strada asfaltata che, a quota 95, raggiunge la Chiesa di Sant’Apollinare. La chiesa è chiusa ma facendone il giro scopriamo che avremmo potuto raggiungerla anche con un sentiero che nella parte terminale diventa scalinata (Foto 4).



Ci troviamo nella frazione di Monticello e qui troviamo anche la grande fontana a più vasche del “Lavello di Monticello” (Foto 5)Poco oltre con una piccola deviazione raggiungiamo l’ordinato cimitero e proseguendo su strade interpoderali arriviamo alle poche case della località Monte Bandiera e al “Pozzo Coperto Soldà” (Foto 6).




Ci troviamo a quota 155 e questo è il punto più alto dell’escursione odierna. Ancora su strade interpoderali abbellite dai variopinti colori del foliage e dal marrone dei terreni appena arati che si alternano al verde dei prati (Foto 7-8-9)

raggiungiamo la strada asfaltata (0.30-3.00) che ripassando dalla “Fontana delle acque” ci riporta al nostro albergo.