2 novembre 2025 - 1881
Quattro giorni sui Colli Berici
Sentiero di San Germano
Fra le
quattro camminate che abbiamo affrontato sui Colli Berici questa del Sentiero
di San Germano è, almeno nella parte iniziale, la più impegnativa. Interessante
la scoperta del “Casotto” uno di quei capanni in pietra tipici della zona e
poco conosciuti
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Zona: Vicenza
Gruppo: Colli Berici
Mappe: I Colli Berici ediz. Fuori Porta
Dislivello metri: 270 Tempi
ore: 2:50
Distanza Km: 7,8 Valutazione: E
Itinerario: San Germano dei Berici
(35), Casotto Graziotto (260), Val Liona (240), Cooperativa Le Valli (230), San
Germano (35)
Dal
nostro albergo di Lonigo, con una decina di chilometri di strada asfaltata
stretta, tortuosa e con continui saliscendi raggiungiamo il paese di San
Germano dei Berici, frazione del comune di Val Liona e qui posteggiamo nei
pressi della chiesa.
Subito troviamo le indicazioni del “Sentiero di San Germano”, un percorso circolare che seguiamo in senso antiorario, siamo a quota 35. Su stradina in salita che passa fra le case, Via Cengio, superiamo la cappella votiva dedicata alla Madonna di Monte Berico e poco dopo all’altezza di una centrale dell’acquedotto, ci innestiamo in un tratturo. Il tempo è molto nuvoloso ma fortunatamente non sta ancora piovendo perché il sentierino che entra nella boscaglia è accidentato, pieno di foglie e anche di rami recisi. A m 85 passiamo accanto alla “Fontana dei Curii” un vascone di cemento che troviamo pieno di ghiaia (Foto 1)
e proseguendo, da qualche finestra che si apre nella fitta vegetazione, scorgiamo le case di San Germano (Foto 2).
Per la caduta di alcuni alberi, si procede con qualche difficoltà e a m 215 raggiungiamo un bivio da cui parte sulla sinistra una stretta e ripida strada. La chiamo strada perché un paio di cartelli ne segnalano il divieto di circolazione, in realtà è un tratturo lastricato indicato come proseguimento del sentiero di San Germano. Da questo punto si intravede nella boscaglia un edificio e con una piccola deviazione, passando davanti a due vasche in roccia piene d’acqua ricoperta da abbondante lenticchia d’acqua, giungiamo al rudere di una vecchia e abbandonata casa a due piani, è la casa Graziotto. Tornati al bivio seguiamo la stradina che corre nella boscaglia dallo splendido foliage (Foto 3-4)
e arriviamo a quello che sembra un grande mucchio di sassi. Sono ben sistemati a secco l’uno sull’altro a formare una struttura simile ad un igloo. Attorniandola scopriamo sul verso un’entrata chiusa da un’inferriata e il cartello che si tratta del Casotto Graziotto destinato nel passato a ricovero o a deposito di attrezzi (Foto 5).
Inizia a piovere, ma per fortuna abbiamo terminato la salita e ora camminiamo su strada bianca e poi asfaltata. Superiamo il bivio per la variante di Fontana Marcolin e raggiungiamo un abitato. Ad un incrocio alcuni cartelli ci indicano che siamo nel comune di Val Liona e precisamente in via Ghenzo che ora percorriamo in falso piano. Superiamo anche il bivio per la variante di Fontana Casalini e giungiamo all’edificio della Cooperativa le Valli. Sta piovendo forte e dalla casa esce un affabile signore che ci offre non solo ospitalità sotto la tettoia che ne copre l’entrata ma ci offre anche una grossa forma di pane, scopriamo così che siamo alla sede di una cooperativache produce pane e derivati del pane biologici e cotti in forno a legna. Oggi siamo sfortunati col tempo ma l’ospitalità è sempre piacevole. Visto che piove per il rientro non seguiamo più le indicazioni del sentiero di San Germano ma continuiamo sulla strada asfaltata che giunge alle prime case del paese. Un ultimo tratto su sentiero ci porta alla chiesa parrocchiale di San Germano che, nonostante sul portone abbia appeso un grande cartello con la scritta “Gesù Porta di Salvezza”, ha la porta chiusa (Foto 6).
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